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Brand identity: cosa la rende speciale?

Brand identity è l’argomento della settimana. Un argomento sempre attuale, senza tempo, che non smette mai di stupirci per le sue infinite possibilità. Con questo termine si intendono generalmente gli aspetti e gli elementi grafico-comunicativi che determinano la percezione e la reputazione di un brand da parte del suo pubblico.

La brand identity crea un rapporto con le persone e provoca una serie di sensazioni, positive o negative. Può trasmettere fiducia, sicurezza, ma anche irritare o turbare; non si tratta, quindi, solo del nome di un prodotto o di un’azienda.

Costruire l’identità del marchio di un’impresa può diventare una vera impresa! Per fare un buon lavoro, dobbiamo partire da alcune considerazioni…

Che cosa vuole il nostro cliente?

Ascoltiamolo bene, per capirlo meglio. Dall’analisi dei suoi bisogni, infatti, dobbiamo trarre obiettivi chiari e definiti; solo così potremo essergli d’aiuto e garantirgli risultati concreti.

Quello che desidera corrisponde a ciò di cui ha effettivamente bisogno?

Ebbene sì, dobbiamo porci anche questa domanda, perché il nostro compito è guidarlo, non vendergli un pacchetto assortito di servizi. Il processo è lungo e il lavoro ci mette a dura prova, ma l’etica è il nostro grillo parlante: una buona coscienza.

Dobbiamo comprendere tantissime cose, per esempio: quale immagine il cliente vuole dare di sé ai consumatori, quali sono i concetti e gli oggetti che lo rappresentano, quanto tempo ha speso per il suo progetto, come è nato e soprattutto perché.

Ed è qui che arriva il momento più bello. Quell’attimo in cui entriamo in empatia e ci sintonizziamo sullo stesso canale di comunicazione, per lanciarci insieme in una sfida a suon di creatività.

Brand identity: ecco cosa fare

Per non perdere il filo del discorso (questo articolo ci appassiona tanto!), proviamo a riepilogare la lista di “cose da fare”:

  1. Instaurare una relazione di fiducia con il cliente. Fatto 
  2. Raccogliere tutte le informazioni (brief) per metterci all’opera. Fatto

Sin qui ci siamo. Proseguiamo.

  1. Organizzare le informazioni.

Può essere utile creare una “moodboard” con immagini affini al brand e ai suoi “sentimenti”, scrivere una lista di aggettivi che ne definiscono la personalità, lasciarci contaminare e ispirare per le attività di graphic design e copywriting.

  1. Ideare il naming, progettare il logo, l’immagine coordinata e il packaging.

Questa è la fase più delicata e insieme più esaltante: iniziano i brainstorming, le mappe mentali, la ricerca del font, la scelta dei colori, le combinazioni prima assurde, poi geniali, i salti da un’idea all’altra, fino ad approdare a quella giusta. Giusta per il nostro cliente (se vi va di approfondire, leggete i nostri consigli in materia di naming e logo).

  1. Definire la strategia e il tono di comunicazione.

Pianifichiamo cosa vogliamo fare e il modo in cui lo vogliamo dire. Identifichiamo il target, le “personas”. Studiamo e intercettiamo i loro comportamenti; giochiamo all’investigatore, scaviamo a fondo e sperimentiamo. Il nuovo brand si rivolgerà a loro.

Facciamo ancora un esempio: se l’utente ideale del cliente è una giovane donna tra i 25 e i 35 anni, appassionata di moda e parecchio attiva sui social, per la nostra strategia di marketing useremo un tono informale e fresco, colori vivaci, “hashtag” in voga e post di tendenza su Facebook e Instagram.

  1. Siamo pronti per promuovere il brand?

Facciamolo sfruttando tutte le risorse in nostro possesso: i media tradizionali e i new media. Diciamo a voce alta quanto è bello il nostro lavoro. Mostriamolo nel sito web del cliente (ma anche nel nostro), nella brochure istituzionale, in TV, nelle testate giornalistiche, sui social media, tramite newsletter, landing page o campagne pubblicitarie. Scegliamo come, dove e quando conviene.

Abbiamo percorso una strada lunga, piena di stimoli, e siamo finalmente giunti a destinazione. Il risultato? Abbiamo realizzato qualcosa di unico, con un valore proprio, riconoscibile dal pubblico, godibile nel tempo e coerente con le aspettative del cliente. Possiamo quindi concentrarci su un nuovo progetto. J

Nella nostra agenzia di pubblicità ci occupiamo spesso di brand identity, alcuni esempi li trovate qui.

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La brand identity crea un rapporto con le persone e provoca una serie di sensazioni, positive o negative. Può trasmettere fiducia, sicurezza, ma anche irritare o turbare; non si tratta, quindi, solo del nome di un prodotto o di un’azienda.
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