Sono passati solo pochi giorni dal lancio di Periscope, l’app di Twitter che trasmette in diretta streaming video realizzati con il proprio smartphone e già si parla di rivoluzione!

Se Twitter ci ha resi testimoni e narratori del mondo in tempo reale attraverso 140 caratteri, Periscope ci porta all’interno degli eventi stessi, dandoci la possibilità di viverli e/o raccontarli in diretta.

L’app è disponibile, per il momento, solo su App Store e, in pochi giorni, ha scalato le classifiche delle app più scaricate. In realtà, non fa nulla di nuovo rispetto ad altri servizi già esistenti (come per esempio Meerkat), ma lo fa in modo diverso unendo integrazione social, semplicità e immediatezza.

Ma come funziona Periscope?

Dopo aver installato l’app gratuita, bisogna iscriversi associando il proprio account Twitter. Una volta riconosciuto l’account, Periscope  propone una lista di persone da seguire tra quelle già iscritte al servizio e che si seguono su Twitter. L’app chiederà l’accesso a fotocamera, microfono e geolocalizzazione e, a questo punto, si è pronti a trasmettere: basterà inserire un titolo alla propria diretta e via con “Start Broadcast“. Qualsiasi cosa si voglia riprendere si è in diretta con i propri follower sia attraverso l’app che avvisandoli su Twitter grazie a un tweet pubblicato con il link allo streaming. Inoltre, una volta iniziato lo streaming si può anche cambiare la camera da posteriore (predefinita) a frontale con un doppio tap. Quando si vuole smettere, si interrompe la trasmissione e il video può essere salvato sul proprio telefono per rivederlo in seguito o pubblicarlo su altri canali.

Periscope           Periscope

Su Periscope si può anche interagire durante le dirette: cliccando sul fumetto è possibile inserire dei commenti per chiedere o dare consigli e, con un tap sul video, si inviano cuoricini, l’equivalente del “mi piace”.

Ovviamente non è tutto rose e fiori.
I limiti dell’app emergono subito: innanzitutto lentezza nel live streaming e scarsa fluidità della chat. Noterete, poi che Periscope non da la possibilità di scegliere quale camera utilizzare per prima, tra quella posteriore e quella frontale. Inoltre, si può riprendere  solo in orientamento verticale e non c’è altra scelta, almeno per ora.
Qualche problema emerge anche per quanto riguarda la ricerca, infatti non esistono categorie o indici per organizzare in modo schematico i contenuti.
Ma la questione più importante è quella che riguarda la privacy: come si fa a controllare i contenuti ripresi? Come la mettiamo con gli eventi coperti da diritti? Per esempio per quanto riguarda gli eventi sportivi: nulla impedisce di riprendere una partita allo stadio e trasmetterla live su Periscope. Verrebbe da dire “Benvenuti nell’era del mobile”!

Tirando le somme, per il momento non esiste un’idea precisa e condivisa di come usare Periscope e per farne cosa. Certo è che resterà nella storia il racconto dell’esplosione nell’East Village a Manhattan, trasmessa prima su Periscope che non comunicata su altri canali social.

Infine, non poteva mancare il tormentone. Il meme, al momento, più presente su Periscope è quello del frigorifero: a quanto pare gli utenti si divertono a mostrare in diretta il contenuto dei loro frigoriferi, pieni o vuoti che siano. Gli hashtag pèiù diffusi, infatti sono #showyourfridge e #fridgeview, tanto che Business Insider ha definito il fenomeno “fridging”.

Quali sorprese ci riserverà Periscope ancora non lo sappiamo, ma è abbastanza probabile che non rimarrà un fenomeno passeggero…

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Periscope: il mondo adesso è in streaming
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