In un’era in cui le parole d’ordine sono web, social e digital, una buona web reputation è praticamente imprescindibile.

Ma cosa è la web reputation? Semplicemente la nostra reputazione applicata al web, quello che si dice di noi o della nostra attività.

Da quando, poi, i social network sono diventati parte integrante della nostra vita, poter contare su una web reputation solida sta diventando uno dei plus più utili per chi cerca lavoro. Sempre più spesso, infatti, i recruiter affiancano, a un attento esame del curriculum, anche uno screening di tutti i profili social.

Si chiama “social recruiting” ed è la selezione del personale in versione 2.0, dove ai tradizionali curriculum si affiancano, ma spesso si sostituiscono, i profili social dei candidati e la valutazione della loro reputazione online.

Tecnicamente, tutto ciò sarebbe vietato, infatti l’articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori recita:

È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore

eppure tutti lo fanno.

Oggi sui social le aziende non cercano più soltanto candidati ad alta qualificazione, ma soprattutto impiegati e quadri intermedi e le figure più ricercate sono quelle nell’ambito delle vendite, dell’amministrazione e del marketing. In seconda battuta, con percentuali di poco inferiori, si guarda a candidati per posizioni nell’IT, nella ricerca e sviluppo, nella comunicazione, nella produzione e negli acquisti.

Nei profili dei potenziali candidati i selezionatori controllano per prima cosa le precedenti esperienze di lavoro, ma si spingono fino alla verifica dei contenuti dei profili, le foto postate, le opinioni espresse per farsi un’idea della personalità del candidato. E attenzione: il 25,5% dei selezionatori italiani ha dichiarato di avere escluso qualcuno dal processo di selezione proprio a causa di foto, commenti o post che aveva pubblicato sul proprio profilo!

Come presentarsi al meglio, allora? Cosa scrivere in modo da non commettere epic fail?

Ecco alcuni utili consigli.

  • La prima cosa da fare è “googlarsi”, ossia cercare il proprio nome su Google. È fondamentale per vedere quali informazioni sono reperibili online. Se le informazioni sono datate o, peggio ancora, incomplete o poco accattivanti, è necessario procedere con un aggiornamento/pulizia della propria presenza sul web.
  • Fare networking e connettersi con altri professionisti è fondamentale per far conoscere agli altri il nostro background lavorativo. Oltre a rendere la vita più ricca e interessante, aumenta le possibilità di trovare o cambiare lavoro. Inoltre, è importante per capire quali aspetti è bene evidenziare e quali invece minimizzare e per raccogliere informazioni sulle aziende, evitando di arrivare impreparati ad un eventuale colloquio. Infine, vale la pena di diventare fan di pagine o profili riguardanti il proprio ambito lavorativo, dimostrando di essere realmente appassionati al proprio lavoro.
  • Presidiare i diversi social nel modo giusto: se vuoi raccontare agli amici delle tue vacanze al mare usa facebook ed evita di sfoggiare l’abbronzatura su LinkedIn. Inoltre è importante fare attenzione alla privacy, è essenziale scegliere impostazioni di privacy adeguate, evitando di lasciare il profilo completamente aperto anche a chi non fa parte del proprio network.
  • Curare i contenuti e mantenere aggiornato il profilo. Ad esempio, quando si crea un profilo LinkedIn, non va semplicemente incollato il proprio CV: i social pretendono un linguaggio differente da quello cartaceo. Per farsi notare, meglio affidarsi a presentazioni e status brevi e schematiche, ma con un tocco di originalità. Inoltre, il profilo rappresenta quasi un riflesso della propria professionalità, è fondamentale quindi mantenerlo il più aggiornato possibile.
  • Intervenire nelle discussioni, soprattutto sui social professionali, può aiutare ad allargare la propria rete di contatti, ma bisogna fare attenzione a ciò che si condivide: è sempre meglio riflettere e valutare quali potrebbero essere le conseguenze di un post. Per esempio, una cosa da non fare mai è parlare male dell’attuale posto di lavoro. Va privilegiata la qualità alla quantità degli interventi: un post, un commento o semplicemente un’immagine che riveli un punto di vista originale e arguto possono essere degli ottimi modi per essere notati!

Con questi utili consigli la vostra web reputation diventerà impeccabile e sarete pronti per una nuova avventura nel mondo del lavoro.

Fateci sapere come va…!

 

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Web reputation e social recruiting: i social network diventano il nuovo CV
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